Giovanni Gavazzeni:
Opere sacre sesta pagina
Note tratte dal Volume "Giovanni Gavazzeni, pittore nella Valtellina di fine Ottocento" - Comune di Talamona, Assessorato alla Cultura.
Assunzione della Vergine (Olio su tela cm.60 x 55 - Morbegno, collezione privata)
Il Bozzetto si riferisce all'affresco eseguito nel 1874 nella navata centrale della collegiata sondriese dei Santi Gervasio e Protasio, raffigurante l'Assunzione della Vergine in cielo.
Il dipinto sondriese fu di certo l'opera maggiormente criticata all'artista assieme all'Allegoria della Valtellina eseguita presso il Palazzo della Provincia; i contemporanei espressero in entrambi i casi il loro disappunto attraverso la stampa locale.
In questa composizione affollata e severa è palesata l'influenza di Vincenzo Camuccini sull' arte di Gavazzeni. Molto vicina all'Assunzione sondriese è infatti un' opera di Camuccini del medesimo soggett0. Il bozzetto, come abbiamo avuto modo più volte d'osservare, risulta più immediato e piacevole rispetto l'opera finita.
L' olio su tela, recentemente restaurato, ha ritrovato il giusto equilibrio cromatico più fresco e guizzante.
Al centro della composizione, seduta su una grossa nube dall'andamento spiraliforme, troneggia la possente figura della Beata Vergine, raffigurata a braccia aperte e sguardo rivolto al cielo, la figura appare particolarmente legnosa e statica in netta contrapposizione con la schiera angelica che le fa da corona.
I numerosi angeli che ingombrano la scena e i loro atteggiamenti teatrali e solenni denunciano ancora una volta un certo gusto neo-barocco da parte di Gavazzeni per le rappresentazioni di carattere religioso. Le pennellate stese con gagliarda velocità, la gamma cromatica vivace, l'uso sapiente della luce e le leggiere trasparenze riscontrabili nel bozzetto e solo parzialmente nell'opera finita ad affresco, testimoniano ancora una volta di come l'arte del Gavazzeni si esprima al meglio al di fuori di vincoli che spesso la committenza imponeva.
Nell' affresco sondriese, mentre particolarmente apprezzabili sono le figure dei due angioletti in primo piano, seduti e recanti nelle mani la rosa e il giglio, simboli mariani, visti parzialmente in controluce, appare notevolmente scadente la figura della Vergine caratterizzata da un inconsueto volto duro e sgraziato.
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