Giovanni Gavazzeni:
Opere sacre seconda pagina
Note tratte dal Volume "Giovanni Gavazzeni, pittore nella Valtellina di fine Ottocento" - Comune di Talamona, Assessorato alla Cultura.
Vocazione di Pietro e Andrea (Matita e carboncino su carta bruno chiara cm.55 x 75 - Morbegno, collezione privata)
Il bellissimo disegno, eseguito a matita e carboncino raffigura chiaramente la Vocazione di Pietro e di suo fratello carnale Andrea. La scena, inserita in una lunetta, è descritta con raffinatezza e minuzia di particolari, sia nello sfondo sia nelle tre figure qui presenti. In primo piano, sulla destra della composizione, appare splendida la figura di Cristo, avvolta in un' elegante tunica dal collo ampio e ricercato, e da un ricco drappeggio; il viso è espressivo, e la folta barba risulta quasi palpabile grazie all'uso sapiente del chiaroscuro; le mani sono vicine tra loro, la sinistra in atto benedicente e la destra, col palmo rivolto verso l' alto, sembra voler sorreggere un immaginario globo (iconografia vicina a quella del Cristo Salvator mundi).
Il piede nudo, che fuoriesce dalla tunica, è chiaro simbolo di divinità, e al tempo stesso - poggiando direttamente sulla terra - è prefigurazione della morte. Sempre in primo piano, sulla sinistra, Simon Pietro, squisitamente eseguito: inginocchiato, mano destra sul petto e mano sinistra leggermente aperta, mentre il braccio si stende lungo il fianco; bello il viso contemplativo, lo sguardo che pare osservare già un'immagine irreale, soprannaturale.
I pesci posti tra i due personaggi sono chiaro riferimento alla Pesca miracolosa.
In secondo piano, un'imbarcazione ben definita nelle sue parti con l'ancora gettata, le alte vele ed il relativo cordame e i ceppi lignei sulla riva, alla quale la barca stessa è legata tramite una fune ben annodata. Sull'imbarcazione, una figura virile con le mani giunte, il dorso nudo e la tunica aggrovigliata attorno ai fianchi, rappresenta Andrea: il futuro Santo che sarà crocefisso, secondo una tarda iconografia, sopra ad una croce a forma di x, viene più volte menzionato nei Vangeli sia con il fratello Pietro, sia in occasione della Pesca miracolosa sia nella Moltiplicazione dei pani.
Il terzo ed ultimo piano ci mostra, le rive lontane del mare di Galilea, in mezzo al quale si può scorgere un'altra imbarcazione a vela con a bordo due personaggi intenti a gettare le reti in mare.
Per l'ennesima volta il rimando non può che essete alla Pesca miracolosa, il miracolo di Gesù al quale i due personaggi sono testimoni.
Gavazzeni dimostra in quest'opera - che doveva essere tradotta in affresco, come mostra chiaramente la quadrettatura del foglio - una capacità espressiva piena e colta, ricca di raffinatezze nei diversi piani. Parte delle raffigurazioni sono spesso risolte dall'artista semplicemente con prospettive nebulose che si sfaldano in cieli bianchi e violacei.
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