|
Giudizi della critica sull'arte
di Giovanni Gavazzeni
Attilio Scarpa
"La Valtellina" del 03-07-1920
Non ha questo pittore, le affannose ricerche degli artisti modernissimi. Un futurista, o, comunque, un avanguardista, lo potrebbe definire un passatista e passar oltre.
Noi non possiamo concepire queste definizioni.
Di fronte al miserabile spettacolo di tanti pittori che vogliono essere o parere originali a qualunque costo, si comprende sempre più e meglio quanto equilibrio sano e vigoroso sia nelle opere di Gavazzeni.
Il pittore di Talamona fu un elegiaco.
Nei quadri, negli affreschi, nelle pale d'altare, in ogni opera sua si rivela una soavità melanconica, la quale si riallaccia agli esempi migliori della pittura religiosa del Quattrocento e del Cinquecento.
E poichè gli ammiratori lo conoscono generalmente per la sua produzione di soggetti religiosi, m'è caro qui citare un suo quadro meraviglioso, conservato nello studio di Talamona: il Genio del Male; un avaro scarno che vuole resistere a Satana.
In questo quadro grandioso i toni delicati dei colori caratteristici degli altri lavori del Gavazzeni, mancano affatto: alla forza e alla precisione del disegno s'aggiunge una vigoria anzi in certi particolari del quadro, una violenza di colore vibrante d'espressione, la quale ha impressionato profondamente un critico d'arte molto autorevole: il Modigliani.
|