Talamona  
Giovanni Gavazzeni
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Autoritratto giovanile.
LA GIOVINEZZA TRA TALAMONA E BERGAMO
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Giovanni Gavazzeni:

la giovinezza tra Talamona e Bergamo
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Lo stesso Gavazzeni spiegò il motivo di tanta puntigliosità ricordando al segretario come l’elenco dei premi conseguiti sarebbe diventato il suo biglietto da visita per iniziare a farsi conoscere ed ottenere commissioni.

Ogni anno, l’Accademia Carrara organizzava una serie di concorsi a premi aperti ai propri studenti, agli artisti bergamaschi e a quanti altri fossero stati interessati. La manifestazione aveva una certa risonanza: era anzitutto un richiamo d’artisti già affermati, ma dava anche modo agli allievi migliori di mettersi in luce e favoriva l’incontro tra i giovani e i loro possibili committenti.

La distribuzione dei premi avveniva nel corso una cerimonia pubblica dove erano invitati a partecipare i notabili della zona. Addirittura, nel dicembre del 1856, la Commissaria estese l’invito allo stesso imperatore Francesco Giuseppe in visita nella zona.
“Nella fausta occasione nella quale le Loro Maestà Imperiali Reali Apostoliche sono per onorare di Loro presenza anche questa città”, raccomandava la direzione dell’accademia ai partecipanti, “questa Commissaria, sollecita di prender parte alla comune letizia con una dimostrazione solenne conforme al proprio Istituto, determinando di disporre nelle sale del suo stabilimento una esposizione di Belle Arti eseguite dagli artisti e dilettanti di questa Città e Provincia cogliendo così una tanto solenne occasione per rendere vieppiù manifesto l’amore e il successo con cui le Arti belle sono qui coltivate”.

Vasto era il richiamo di partecipanti e spettatori che si davano appuntamento presso il Gran Salone dell’Accademia, ma non solo in occasione della visita dell’imperatore; afflusso di pubblico era sostenuto ad ognuna delle esposizioni, tanto da richiedere l’intervento di Guardie di Polizia per garantire lo svolgimento regolare delle cerimonie di premiazione. I temi dei concorsi venivano fissati dalla Commissaria su proposta dei docenti dell’istituto; Scuri si occupava di programmare quelli della scuola di pittura e prospettiva.
Nel 1855, primo anno in cui si mise in luce Gavazzeni, il professore suggerì agli allievi iscritti alla quarta classe di concorso, quella delle teste in rilievo, la copia dell’Ercole Farnese. Quattro furono i concorrenti e, nel suo resoconto finale, il docente commentò: “fra i quattro buoni disegni presentati, i numeri 1 e 3 si contrastano assai bene l’onore del premio. L’assieme di entrambi lo crederei di un merito uguale.

Nel n° 3 vi è bensì un’incontrastabile precisione ed intelligenza di parti, che sentono persino dello scrupolo, ma non seppe evitare di lasciar scorgere di troppo la fatica del lavoro, e quindi qualche lieve durezza nell'esecuzione. Nel n° 1 invece, oltre i pregi del suo competitore, scorgo tanto rilievo, ottenuto con semplici mezzi, ed in una parola tanta fedeltà coll’originale, specialmente nella barba e capelli, che mi farebbe quasi l’effetto di una felicissima fotografia.
La condotta poi non potrebbe essere più seducente e spontanea, percui non ho il minimo dubbio nel dichiararlo degno del premio, e ben mi duole non consistere desso che in una semplice medaglia di rame, invece della già smessa d’argento, poiché, a mio ricordo, ritengo essere questo uno dei migliori disegni che siensi mai presentati in tal Classe.

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