Giovanni Gavazzeni:
la giovinezza tra Talamona e Bergamo seconda pagina
Dopo aver presentato le sue scuse a Morcetti per il disturbo che stava arrecando, il pittore tenne a precisare in una lettera: “l’attestato nel punto complessivo andrebbe benissimo, soltanto riscontro alcune mancanze delle quali la SV non ha colpa veruna, poiché voglio attribuirle a qualche inesattezza del compianto suo antecessore e mio zio cioè nella data in cui fui ammesso all’accademia e in quella che compii gli studi, più nel numero dei premi ottenuti”.
Insomma, Gavazzeni rivendicava la sua venuta in Bergamo nel 1851 sebbene i registri riportassero la sua iscrizione solo tre anni dopo.
La svista può essere spiegata considerando che, secondo regolamento, annualmente l’Accademia poteva accettare l’iscrizione di un massimo di 45 nuovi studenti, ma che era pure possibile accedervi in qualità di allievi sovranumerarj presentando domanda al presidente dell’istituto e ottenendo il benestare del professore del quale si intendevano seguire le lezioni. In base a questa prassi, gli aspiranti venivano graziati e, per un triennio, potevano frequentare le classi di pittura, prospettiva o architettura senza però risultare iscritti a tutti gli effetti.
Al 31 ottobre 1851 erano stati riconosciuti idonei e avevano ricevuto il relativo biglietto d’ingresso solamente 26 concorrenti, perciò vennero aperte le porte della scuola a 5 sovrannumerari. In seguito ad un controllo dei requisiti di questi ultimi, 4 di essi vennero immediatamente scartati perchè diciottenni; il limite massimo d’età consentito, infatti, era fissato a 17 anni.
Per tali ragioni, dato lo scarso numero dei frequentanti e considerando che l’allora segretario ufficiale della Commissaria era zio del Gavazzeni, si è portati a pensare che lo Scuri non avesse sollevato obbiezioni di sorta alla richiesta della famiglia – evidentemente informale – di annoverare tra i suoi allievi il piccolo artista, la cui posizione venne regolarizzata solo in seguito.
Il pittore talamonese, così, divenne tra i più giovani allievi che l’accademia avesse mai accolto.
Chiarito l’equivoco, Gavazzeni ricevette un secondo attestato che gli riconosceva d’aver effettuato un percorso di studio “regolare e completo di Pittura e Prospettiva in quest’Accademia dall’anno 1851 al 1863 ottenendo i seguenti premi: nel concorso alle teste (Ercole Farnese) 1855 medaglia di bronzo – in quello delle statue (Perseo) 1858 medaglia d’argento – nel nudo (il Naufrago) 1861 accessit – e ancora nel nudo e colorito dell’anno 1863, due concorsi, nel primo (S. Girolamo) accessit, e nel secondo costume greco medaglia d’oro”.
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