Giovanni Gavazzeni:
la giovinezza tra Talamona e Bergamo quinta pagina
Più corretto invece ravviso il dipinto numero 3 specialmente nelle mani, e fors’anco più sentita l’espressione della fisionomia. Le pieghe della manica assai più dettagliate ed intese, e più accurati ne sono i pochi accessori”.
Non mancavano, però alcune sbavature: “Ove non fosse rinserito tanto esagerato il caldo nella tinta delle carni […] non esiterei a ritenerlo Superiore al primo, ma considerando il pregio di verità in esso primo contenuto, possa prevalere anche ad onta delle suindicate mente che vi riscontrai, parmi che si dovrebbe accordare a questi la preferenza, senza disconoscere le buone qualità del n° 3 al quale spetterebbe invece l’onore dell’Accessit”.
Nonostante il parere dello Scuri, il giudizio finale della Commissaria ribaltò i pronostici; probabilmente a causa delle “ leggiere [sic.] mende” presenti nel lavoro del primo autore, la medaglia d’oro venne assegnata al numero 3, ovvero a Gavazzeni.
“Per i molti pregi riscontrati nel dipinto medesimo […]”, sanzionava l’attestato consegnato al pittore, “ perché più corretto, più sentita la espressione della fisionomia, più dettagliate ed intere le pieghe della manica e più accurati gli accessori in confronto agli altri dipinti in questo concorso. […] Nell’inviarle pertanto la medaglia d’oro di primo premio appartenente a questa classe la Commissaria fa con lei le proprie congratulazioni pel bel dipinto eseguito, e la anima a proseguire nella Bell’Arte alla quale si è dedicato non dubitando che la presente onorifica distinzione varrà sicuramente ad incoraggiarlo, e […] pel onore e vantaggio ed a sempre maggiore lustro di questo Patrio Stabilimento di Belle Arti”.
Lo stesso anno, l’allievo talamonese aveva presentato una sua opera anche nella classe del nudo dove, con altri sette studenti, si misurò nella riproduzione di un S. Girolamo penitente.
Tra i vari dipinti, vennero considerati specialmente i contrassegnati dai numeri 3 e 6. “Li ritengo”, spiegò lo Scuri, “di un merito assai più distinto” tanto che si rivelò ardua la scelta definitiva.
Soppesando pregi e difetti dei due disegni, alla fine il professore propose eccezionalmente di estrarre a sorte il nome del vincitore della medaglia d’oro “sanzionando così ad entrambi eguali l’onore della vittoria”.
Ma dato che l’autore del n° 6 venne segnalato come “uno dei più esemplari giovani di questo istituto”, e che lo stesso Scuri ricordò il numero 3 essere già vincitore della classe del colorito, la Commissaria preferì assegnare la medaglia al primo e l’accessit al secondo.
Terminate le valutazioni, a Gavazzani la Commissaria notificò l’ “onorevole distinzione” dell’accesit e si affrettò a fargli “pervenire anche le proprie congratulazioni per i progressi notabilissimi che ella ha fatto nella Bell’Arte alla quale si è dedicato da meritarsi replicatamente in questo stesso anno i riguardi di questa Commissaria in due distinte Classi”.
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