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Giovanni Gavazzeni
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Autoritratto giovanile.
LA GIOVINEZZA TRA TALAMONA E BERGAMO
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Giovanni Gavazzeni:
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Questo incontro fu il primo di una lunga serie che rese amici i due artisti nonostante i 34 anni d’età che li separavano. Damiani attinse dall’esperienza di Gavazzeni “i rudimenti dell’arte del disegno e della pittura”, eppure, come scrive P. Magoni “tutto quel che di suo rimane sono alcuni schizzi, piccoli disegni su foglietti da lettera o di quaderno.

Non è stato possibile […] rintracciare anche un sol quadro di quelli che, secondo le testimonianze della sorella e di vecchi amici del poeta, il Damiani realizzò”. Ad ogni modo, quest’ultimo ebbe l’occasione di aiutare il pittore talamonese in opere di restauro e nella realizzazione di nuovi affreschi in alcune cappelle votive. Il legame tra i due artisti si saldò nel tempo grazie anche alla condivisione dei medesimi ideali e degli stessi interessi, primo tra tutti quello per il patrimonio storico artistico della Valtellina tanto che Damiani espresse chiaramente la sua stima per Gavazzeni: “chè questo nostro illustre amico è non solo maestro valente dell’arte, ma cittadino di liberi sensi uomo caritatevolissimo e fu, nei giorni lontani degli epici ardimenti, milite giovanetto nelle schiere di Garibaldi”; a chiusura di simili elogi, il morbegnese augurava: “ la libera solitudine di cui Giovanni Gavazzeni si circonda nella dimora silenziosa di Talamona gli inspiri nuove opere dense di sani concetti e squisite di forma, quali egli certamente va meditando nell’anima sua buona e gentile”.

I rapporti d’amicizia e di collaborazione vennero troncati solamente alla morte di Damiani, avvenuta prematuramente a soli 28 anni.

Particolarmente intensi furono gli ultimi anni di vita del pittore; nel 1900 Gavazzeni partecipò al concorso “Alinari” presentando due opere a soggetto religioso, una Maria Mater Gratie e un Ecce Redentor, mentre nel 1906 presentò il progetto, rimasto su foglio, per il monumento a Garibaldi da erigersi in Sondrio. In quello stesso anno, l’artista si dedicò alla decorazione della parrocchiale di San Lorenzo a Villa di Tirano, ne dipinse interamente la volta della navata, l’altare di San Giuseppe e quello dedicato al santo boemo Giovanni Nepomuceno.

Nel novembre del 1907 si accingeva a terminare l’affresco di un Cristo nel cimitero di Sondrio, ma fu assalito da brividi che presto gli provocarono forte febbre. Il pittore spirò nella sua amata casa talamonese il 29 novembre del 1907.


 

 

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