Giovanni Gavazzeni:
la giovinezza tra Talamona e Bergamo prima pagina
A CURA DI SIMONA DUCA
Attorno alla metà degli anni Trenta, prese contatto con la realtà talamonese il dottor Saverio Gavazzeni, componente di una delle famiglie più in vista della Bergamo del tempo. Egli entrò subito in rapporto con una cerchia di persone di un certo prestigio sociale e nel 1839 si imparentò con una famiglia di possidenti, sposando Rosa, figlia di Giacomo Simonetta.
A prova dello status della nuova coppia, va ricordato che gli sposi vennero “congiunti e benedetti davanti ai testimoni i Reverendissimi signori canonici Geremia Valenti e Giovanni Battista Gandola”.
Già nel 1840 la coppia venne allietata dalla nascita del primogenito, Giacomo, e l’anno seguente, il 13 settembre, venne alla luce nella casa di via Piantellina n° 9 Giovanni.
Il neonato venne battezzato il giorno appresso dall’arciprete G. Battista Spini e suo padrino fu Gio Pietro Cotta. La famiglia Gavazzeni strinse sin da subito rapporti speciali con quella dei Valenti; in particolare, Giovanni rimase legato da profonda amicizia a Clemente - figlio di Ciriaco Valenti, sindaco di Talamona -, col quale condivise l’infanzia e, più avanti, ideali liberal moderati e la partecipazione diretta alle campagne militari degli anni ’60 del XIX sec.
Fu anche grazie all’appoggio del pittore che l’ingegner Valenti potè, nell’ultimo ventennio del secolo, avviare la prima latteria sociale valtellinese.
Sin da piccolo, Giovanni mostrò attitudine all’arte grafica e, a soli dieci anni, venne introdotto all’Accademia di Belle Arti Carrara di Bergamo grazie all’interessamento di uno zio, Alessandro Gavazzeni, Segretario Ufficiale della Commissaria della scuola dalla metà dell’Ottocento. L’appoggio dei parenti bergamaschi e l’agiatezza economica della famiglia, gli permisero di frequentare l’Accademia e di completare gli studi nel corso di pittura e prospettiva tenuto dal professor Enrico Scuri.
I registri di Carrara riportano come data del primo anno di frequentazione della scuola il 1854 –‘55, tanto che, quando a finire degli anni Ottanta lo stesso Gavazzeni richiese un certificato di frequenza da poter esibire ai suoi possibili committenti, il segretario I. Morcetti gli fece recapitare il seguente testo:
“Il sottoscritto certifica che il Signor Gavazzeni Giovanni fu Zaverio di Talamona (Valtellina) ebbe a frequentare regolarmente la scuola di Pittura e Prospettiva di quest’Accademia dall’anno 1854 al 1865 con assiduità e profitto e nel concorso di Pittura dell’anno 1863 venne premiato con medaglia d’oro”.
Ricevuto tale attestato, Gavazzeni si affrettò a far notare un errore che per decenni era stato sottaciuto, di cui nessuno si era accorto, a proposito del periodo in cui egli aveva preso a seguire le lezioni dello Scuri e del numero dei premi che gli erano stati assegnati.
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