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Giovanni Gavazzeni
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STORIA DI GIOVANNI GAVAZZENI
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Giovanni Gavazzeni:
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Nel 1885 Gavazzeni inizia il suo periodo simbolico con l'affresco della Allegoria della Valtellina e con i due genietti del male. Questa fase della sua produzione anche se non ricca di opere costituisce un momento originale e caratteristico della sua personalità artistica ed ha avuto ampio consenso dalla critica dell'epoca.

« Nella piena maturità dell'arte sua, parve per. un momento che la sua nobiltà di pittore dignitoso e coscienziosa dovesse avere il riconoscimento ufficiale. Fece parte della Commissione per la conservazione dei monumenti in Valtellina. Nel 1900 insieme col gentile poeta di Morbegno, Guglielmo Felice. Damiani, intraprese un giro nella. Provincia, allo scopo di compilare un elenco delle migliori opere d'arte esistenti in Valtellina, sperando di ottenere aiuti per preservarle dai danni del tempo, dell'ignoranza e del vandalismo. Il giro, purtroppo non venne ultimato e d'altra parte la Provincia si era mostrata riluttante alla concessione dei fondi relativi. Fu questo l'ultimo sogno inutile del simpatico pittore, che ha lasciato tracce dell'arte sua in tutta la Valle (Scarpa) ».

Questo suo interessamento per l'arte valtellinese si concluse con uno studio pubblicato ne
« La Valtellina» dall'agosto all'ottobre del 1900 e da un manoscritto del dicembre del 1905 «Breve cenno sulla vita dei principali artisti valtellinesi ». Purtroppo questo manoscritto andò perduto.
Nel 1900 partecipò al concorso «Alinari» con le opere «Ecce Redentor» e «Maria Mater Gratiae ».

Nel 1906 preparò il bozzetto in carboncino per il monumento a Garibaldi in Sondrio. L'opera fu poi realizzata dal Gonfalonieri su un altro disegno nel 1910.
L'ultimo suo lavoro fu il Redentore dipinto a fresco a finto mosaico nel cimitero di Sondrio. Dava a quel lavoro gli ultimi ritocchi quando fu assalito da brividi di febbre fortissima e quindi da una pleuro-polmonite che lo portò alla tomba. Spirò il 29 novembre 1907 nella sua casa di Talamona.

Nel 1921 promossa dalla «Pro Valtellina» e per interessamento del professor G.B. Gianoli si tenne una mostra retrospettiva delle opere del Gavazzeni nel Palazzo della Provincia in Sondrio. In quella occasione si prospettò l'idea di una pubblicazione sull'artista talamonese e di un riordino in un museo delle sue opere. Purtroppo non si fece nulla a riguardo. Le sue opere si dispersero in case private, nessuna opera fu catalogata nell'inventario degli oggetti d'arte del 1938, e l'umidità, il logorio del tempo e l'incuria rovinarono diversi suoi affreschi e soprattutto le opere ad encausto.
Questo studio vuol essere un modesto contributo per una doverosa commemorazione di Giovanni Gavazzeni a quasi cento anni dalla sua morte.

Rosa Pirola e Giovanni Gavazzeni.
Rosa Pirola e Giovanni Gavazzeni.

 

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