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Note biografiche del Maestro Gisas (Giancarlo Sassella)

Giancarlo Sassella intraprende la propria carriera artistica negli anni settanta.
Esortato e motivato dal positivo consenso di pubblico e di critica, consegue vari diplomi Nazionali ed Europei.
Durante il suo percorso pittorico, ottiene numerosi premi e autorevoli riconoscimenti.
Le sue opere sono presenti in Gallerie d'Arte, Musei e Collezioni private.

Riportiamo l'articolo a firma Giulio Spini, apparso sui giornali, che ci permette di conoscere meglio il pittore talamonese.

Gisas: istantanea di un pittore  -  Un caso artistico singolare di astrattista lirico con impeto impressionista.

A proposito di Gisas non si può parlare di vera e propria clandestinità, anche se, a cominciare dalla firma dei suoi quadri con la sola sigla del nome, fa pensare che questo pittore giuochi volentieri a nascondino. Qualche suo lavoro compare di tanto in tanto in mostre collettive, da tempo circolano privatamente ritratti e nudi, ma non sembra per nulla impaziente di esibirsi. Timore, forse di apparire presuntuoso, a causa del gran conto in cui tiene la pittura (da non sembrargli vero che possa frequentarla)? Oppure così appagato nel praticarla da non aver nessuna fretta di esporsi?

Intanto i pezzi si ammucchiano. A guardali e riguardarli, si conclude che la sua è la mano di un pittore dal talento sicuro, guidata da un estro energetico fino all'irruenza. La sua ispirazione ha una vena poetica che dà voce ai colori, li carica di energia luminosa, li rende comunicativi, li nutre di idee. E dire che non si tratta di una pittura pittoresca, nel senso che non prende gli spunti dalla copertina visiva dei paesaggi e delle cose. E' come se gli occhi del pittore si fissassero nella natura a tentare di scrutarne la realtà profonda. Ne deriva ovviamente una specie di registrazione figurata del silenzioso colloquio, fatto di immagini apparentemente misteriose.

A osservare il pittore dipingere, sembra impegnato nella riproduzione dal vero di una veduta di monti, di uno scorcio di case, e di prati, di alberi assorti sotto il cielo: alza continuamente il capo a mirare scrupoloso la scena ... in posa richinandosi ogni volta verso il cavalletto a lavorare di pennello o di spatola. E' tuttavia, inutile cercare su quel dipinto, nato all'aria libera "en plain aire" tracce apparenti e immediate di quelle molte occhiate. Appare una gradevole area, quieta o in subbuglio, compatta o strutturata a comparti, che non richiama ambienti esterni.

Parrebbe di doversela vedere con un linguaggio astrattista o informale o espressionista perché riporta alla pittura moderna e contemporanea, non si cura di "descrivere", non si rivela all'istante.
Si coglie, a ogni modo, il racconto immediato di un' esperienza, 'un mondo col quale si entra in contatto prima ancora di rendersene conto, si entra dunque in un'atmosfera diffusa di emozioni, stupori compiaci menti concreti, veri, priva di artifici.
Una pittura, insomma, che parla e si fa "sentire" dentro.

Gisas non ha alcun vincolo con l'astrattismo, l'informale e con gli altri "istmi" della pittura del nostro tempo (d'altra parte importantissimi nella fondazione della "nostra" arte, figurativa o no).
Non fa del modernismo per fredda decisione. Dell'astrattismo per esempio, o dell'informale usa certi suggerimenti, se gli occorre. Non ne ha però la vocazione. La pittura, per lui, vive del reale, in stretto rapporto con i sentimenti, che sono concreti, dal momento che investono la vita.

Vi è arrivato, alla pittura, da lontano, perché non ha potuto resisterle. Non ha frequentato accademie, vi si è arrampicato lentamente, passo su passo, sospinto da nient'altro che dallo necessità di dipingere. Ha divorato tutte le opere che ha potuto, visitando musei e gallerie, con pazienza e testardaggine.
Ha lavorato per vivere e ora che è in pensione vi si è buttato anima e corpo. Un quadro lo fa, due li rimugina e altri li intravvede. La fertilità dell' immaginazione, lo slancio espressivo, il modulo lirico sono i caratteri più evidenti del caso artistico singolare di Gisas.

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Talamona, Sondrio 2008 - talamona@altervista.org