Talamona  
Arte
INFORMAZIONI STORIA ARTE EVENTI DIALETTO CONTATTI
Chiesa Parrocchiale.
POESIE DI MARIANGELA CUCCHI
I Guardiani dell'Eden
Il Grande Faggio
Per Karol Wojtila
Ricordando Pantani
Sei giunta...
Itaca, oh Itaca...
Amuleti
Ricordati per sempre
Silenziosa attesa........
Il Guardiano della Bianca
Luce d'amore...luce di pace

Talamona
Informazioni generali
Storia
Arte
Eventi
Dialetto
Galleria di foto
Ringraziamenti


Pagina validata html 4.01

Sito realizzato con i css


 


Poesie di Mariangela Cucchi

Il Guardiano della Bianca

Appena  imbocco il sentiero, il grande acero mi si presenta davanti,
maestoso, imponente, bellissimo e mi riempie gli occhi del verde
delle sue foglie.
L'ho sempre considerato il guardiano della Bianca, colui che domina
al centro della grande conca che ospita il mio maggengo.
Ogni volta che arrivo, un grande colore mi scalda il cuore, qui inizia 
una vita diversa, più tranquilla, più serena e più lenta........che allenta
la frenesia del ritmo più veloce del fondovalle.
Il grande acero è sempre stato così per me, fin da piccina l'ho  conosciuto
nella sua enormità.
I suoi rami frondosi toccavano già il cielo e ombreggiavano la mia baita e
quelle vicine.
Non riesco neppure ad immaginare la Bianca senza questo gigante......
sarebbe come un cielo senza stelle.....
Da piccola lo vedevo ancora più grande e mi piaceva ascoltare il vento
che lo faceva cantare....ma quando il temporale piegava i suoi rami, lui
intonava una cupa melodia da farmi rabbrividire.
Lo guardo e penso a quanti passi ha sentito sulle sue radici, in tutti
questi suoi anni di vita; i passi dei nostri genitori, dei nostri avi, della
gente cheha trascorso qui estati e stagioni fin da tempi lontani. 
Tempi duri in cui solo il passo allentato portava a queste baite,
allora rustiche e malridotte.
Penso a quante fatiche e sacrifici ha visto sui visi dei nostri genitori,
stremati ma pieni di entusiasmo nel costruire dimore più sicure per
le loro giornate da godere durante le ferie con le famiglie .
Già da allora, la sua ombra dava sollievo al tanto lavoro.
Ora anche il rumori dei motori giunge alle sue innumerevoli grandi
foglie....ora tutto è più semplice ....tutto più comodo...ora che la
striscia d'asfalto attraversa gli alti pini....ma...forse si è perso un po'
l'essenza di una volta.
Anni fa si arrivava alla Bianca, stanchi ma più felici attraverso il
sentiero del bosco, con lo zaino in spalla e il pane fresco...e ci si
chiamava per avvertire dell'arrivo della propria gente.
Ricordi indelebili scolpiti nell'anima.

Amo questo luogo...e ogni volta che ci giungo mi colma di
qualcosa di speciale .....il vociare dei bimbi che giocano liberi nei
prati...il fruscio del vento....l'acqua fresca e il profumo dei panni
ancora lavati a mano...il fuoco nel camino ....la mia camera tutta
in legno...la pioggia che batte prepotente sui tetti di lamiera...tutte
cose che fanno di questi giorni trascorsi in questa oasi, una
riserva di tranquillità e di un caldo ricordo che porto con me
mentre torno alla casa del paese.
Quante persone, il grande acero, ha visto passare sotto i suoi
rami....e quanti, dopo aver fatto tanta cita qui, non vede più
tornare.
Ma lui, mantiene dentro di sè tutti questi ricordi....lui non dimentica
niente...e quando il vento lo fa cantare....nelle sue note, se si
ascolta bene, ci sono le voci di chi in questi luoghi ha lasciato
il cuore.........

Mari

 

 

 








Talamona, Sondrio 2008 - talamona@altervista.org