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ALLA SCOPERTA DI ALCUNI ESEMPI DI ARCHITETTURA RURALE MEDIEVALE
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Alla scoperta di alcuni esempi di architettura rurale medievale sulle montagne di Talamona (Premiana, Civo, Faedo)  prima pagina
(Articolo tratto da "Il Talamonese" - Dicembre 2004)

A CURA DI GIANPAOLO ANGELINI

Tra le baite e i prati delle località montane di Talamona poche persone oggi riescono a riconoscere, a causa delle innumerevoli trasformazioni e distruzioni, alcuni pregevoli esempi di un’edilizia storica minore, costituita da muri in pietra accuratamente allestiti, portali ad arco e finestre trilitiche.
I pochi edifici superstiti costituiscono un patrimonio culturale purtroppo in precarie condizioni di conservazione, al pari dei molti gisöi e dipinti murali disseminati lungo le vie del nostro paese che solo ora abbiamo cominciato a studiare e valorizzare (ad esempio la Sacra famiglia di via Mazzoni da poco restaurata).

Negli anni Ottanta una decina di schede dedicate a Talamona erano state inserite nel censimento dei beni etnografici curato dalla Comunità Montana di Morbegno, allo scopo di promuovere il recupero e la conoscenza di questo patrimonio.
Tuttavia la tutela di questi edifici, oggi abbandonati o adibiti ad usi impropri, è affidata alla buona volontà ed alla sensibilità dei singoli proprietari, a cui anche noi in questa occasione rivolgiamo un caldo invito a favorirne la conservazione evitando in primo luogo ristrutturazioni irrispettose dei caratteri tipologici originari.

Un articolo recentemente apparso su “Quaderni Valtellinesi” a firma di Dario Benetti ha riproposto all’attenzione dei lettori e ha documentato con una buona campagna fotografica un gruppo di dimore rurali di estremo interesse e sinora quasi dimenticate (1).
Benetti traccia un itinerario nelle contrade a monte di Talamona, a partire dal bivio della Madonna di “Ursàt”, il primo di una serie di edifici religiosi che, insieme a S. Gregorio e S. Giorgio, contrassegnano lo sviluppo di queste aree. Risalendo lungo la via che porta al Ponte dei Frati e proseguendo oltre, si giunge a Premiana, distinta nei due aggregati di Premiana di Sotto e Premiana di Sopra.
Il cospicuo numero di architetture rurali e la buona qualità tecnica di alcuni affreschi presenti in questa località sono testimonianze dell’antichità e dell’importanza dell’insediamento. Discussa l’etimologia del toponimo Premiana che potrebbe derivare dal latino præ amnes (= “sopra ai fiumi”) in contrapposizione a Talamona, tele amnes (= “lontano dai fiumi”) o che con maggiore probabilità indicherebbe la preminenza dell’abitato sugli insediamenti limitrofi (2).

A Premiana di Sotto, sull’architrave del portale di un antico rustico è incisa l’arcaica croce adottata come simbolo della Comunità Montana di Morbegno. Sul muro a fianco del portale è affrescata una Madonna col Bambino (3), in cui in insolita è la scelta formale adottata dal pittore che pone le due figure in un atteggiamento molto naturale, quasi intimo.

A Premiana di Sopra, su un vecchio casolare ora ristrutturato si trovava un affresco raffigurante la Vergine in trono col Bambino e recante il nome del committente e la data: AN[tonius] PI[ngere] FE[ci]T DIE 29 APRILIS 1407 (“Antonio fece dipingere il giorno 29 aprile 1407”) (4).
Un secondo dipinto di simile soggetto, posto anch’esso su una baita di Premiana di Sopra, si presenta oggi in uno stato di frammentazione tale da averne ormai compromesso la leggibilità.

Sarebbe comunque auspicabile un intervento di restauro onde garantire la conservazione di questo importante documento della storia e dell’arte talamonese.
La composizione, molto simile a quella del precedente, la postura solenne e ieratica della Vergine e il tipo di cornice suggeriscono una datazione sullo scorcio del Quattrocento, contrariamente a quanto asserito dai curatori dell’Iconografia talamonese che lo datano alla seconda metà del secolo successivo (5).
Degno di tutela è anche l’ampio edificio rustico, denominato Cà l’isèpp (6), su cui è collocato l’affresco; di sicura antichità si distingue per alcuni caratteri costruttivi notevoli (travature ad incastro ecc.).


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