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Chiesa Parrocchiale.
STORIA DELLA CHIESA PARROCCHIALE
La chiesa di Talamona fino al 1900 - 1° parte
La chiesa di Talamona fino al 1900 - 2° parte
Gli anni dell'Arciprete Pietro Uboldi
Gli anni dell'Arciprete Cusini e la costruzione della nuova chiesa
Il problema della vecchia chiesa parrocchiale
La conclusione dei lavori, la consacrazione della chiesa e gli ultimi anni di Don Giuseppe Cusini
Dal 1936 al 1978
Elenco dei Parroci di Talamona dal 1479 ad oggi

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Storia della Chiesa Parrocchiale
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appunti dal Volume "La Chiesa del Paese " a cura di Ivaldo Riva.


La conclusione dei lavori, la consacrazione della chiesa e gli ultimi anni di Don Giuseppe Cusini

Sul fastigio dell' abside attuale, a destra, leggiamo la lettera Omega (che indica il termine) e l'anno, scritto in numeri romani, MCMXXVII.
Nel 1927 terminarono i lavori che, dopo l'atterramento della navata della vecchia chiesa, avevano interessato l'innesto della navata già terminata nell'attuale presbiterio con l'arcone retto dalle due colonne e l'abside.
Bisogna sottolineare qui che la navata, anche a causa delle strettezze economiche, venne edificata in misura molto inferiore al progetto dell'ing. Chiappetta che la prevedeva più alta di circa 6 metri, e questo si ripercuoterà negativamente sull' acustica della chiesa.
Della vecchia chiesa rimasero intatti il presbiterio e l'abside (quelli costruiti dal Prevosto Cotta). L'antica navata fu chiusa dal grande muro divisorio che oggi costituisce la parete ovest della Sagrestia.
L'altare maggiore fu trasportato nella nuova chiesa al punto di innesto del presbiterio con il coro. Questo lavoro richiese un adattamento dell'altare alle dimensioni del nuovo tempio, se non che (anche perché don Cusini pensava altre soluzioni, come si vedrà anziché in marmo, i lavori furono eseguiti, ulteriore segno di provvisorietà, in legno). La parte centrale, con il tempietto in marmo, fu separata dalle parti terminali e fra di esse furono collocate inserzioni in legno dipinto a finto marmo.

L'altare maggiore rimarrà così per cinquant'anni, fino ai lavori di ristrutturazione del presbiterio nel 1977. A ovest fu costruita anche la nuova sacrestia, sullo stile delle cappelle laterali, con un soppalco in legno tuttora esistente. Come porta di questo nuovo ambiente, che non diventerà mai sagrestia, ma deposito di arredi e statue, fu adattato il portone centrale della vecchia chiesa.

Nella zona presbiteriale della vecchia chiesa furono collocati i mobili della Sagrestia precedente e due armadi in noce per riporre i paramenti sacri e le suppellettili; inoltre furono sistemati anche alcuni confessionali per gli uomini.
Restarono al loro posto gli affreschi eseguiti al tempo del Cotta: la Natività della Vergine, entro fastosa cornice dorata, sulla parete di fondo; il Natale del Signore e il Ritrovamento di Gesù nel tempio sulle pareti nord e sud; l'Incoronazione della Vergine nel catino dell'abside; la Gloria della cupola e i quattro Evangelisti nei pennacchi sottostanti.
Al centro delle lesene affrescate rimasero anche, entro cornici di stucco, sei medaglioni affrescati, raffiguranti la Vergine, San Giovanni Battista, San Giuseppe, Sant' Andrea e altri due Santi, probabilmente Apostoli.
Questi affreschi, tuttora visibili, sarebbero bisognosi di restauro.

Rimasero anche le due porte, quella del campanile e quella che immetteva sulla piazza a sud, racchiuse in cornice di marmo e decorate da testine di angeli in stucco.
Il pulpito della vecchia chiesa, staccato dalla parete, fu innalzato sotto l'arco davanti alla porta mediana della parete est. Per adattarlo alla nuova sistemazione fu costruita una predella da cui salivano quattro colonne e il dossale per sostenere il pergamo vero e proprio. Il dossale continuava, con la porta, fino al baldacchino.
Per ascendervi fu costruita una scala a chiocciola in legno, con ringhiera in ferro battuto; nello spazio ottenuto fra il dossale e le colonne vennero collocati i tre angeli in legno intagliato.

Le balaustre in marmo dei vecchi altari servirono per delimitare le cappelle laterali minori. Il vescovo di Como, Mons. Adolfo Luigi Pagani, aveva indetto la Visita Pastorale e sul Bollettino Ufficiale della Diocesi aveva indicato la Visita a Talamona nei giorni 29 e 30 giugno 1928, scrivendo anche che "così si potrà consacrare la nuova chiesa": il tanto atteso evento veniva annunciato a tutta la Diocesi.

La nuova chiesa subito dopo la consacrazione.
La nuova chiesa subito dopo la consacrazione.

 

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