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Chiesa Parrocchiale.
STORIA DELLA CHIESA PARROCCHIALE
La chiesa di Talamona fino al 1900 - 1° parte
La chiesa di Talamona fino al 1900 - 2° parte
Gli anni dell'Arciprete Pietro Uboldi
Gli anni dell'Arciprete Cusini e la costruzione della nuova chiesa
Il problema della vecchia chiesa parrocchiale
La conclusione dei lavori, la consacrazione della chiesa e gli ultimi anni di Don Giuseppe Cusini
Dal 1936 al 1978
Elenco dei Parroci di Talamona dal 1479 ad oggi

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Storia della Chiesa Parrocchiale
   quinta pagina

appunti dal Volume "La Chiesa del Paese " a cura di Ivaldo Riva.


Il problema della vecchia chiesa parrocchiale

Mentre fervevano i lavori per il nuovo edificio sacro, che già si innalzava maestoso, si andava ponendo, sempre più accentuato, il problema della chiesa antica, "vecchia" nel gergo popolare dei nostri maggiori, che fino a pochi anni fa la ricordavano benissimo.
La chiesa era stata dichiarata" di importante interesse" ai sensi della legge 20 giugno 1909.
L'arciprete Cusini, sicuramente dopo aver udito persone competenti, prese in mano la situazione e -a detta di chi personalmente lo conobbe -si mise in movimento con il suo fare deciso.

Dalla vecchia chiesa fu tolto tutto quello che avrebbe potuto servire: marmi e arredi, quadri e sacre suppellettili.
L'altare della Madonna, in ottimo stato, fu venduto alla parrocchia di Regoledo di Cosio e venne collocato nella nuova chiesa parrocchiale di S. Ambrogio. Il contratto di vendita fra la fabbriceria e il Prevosto di Regoledo, don Cassera, è in archivio.
Dai libri delle offerte troviamo che don Cusini, per aver ceduto ad antiquari "cornici antiche" ricavò £. 7.200; per "n. 4 statuette di legno fuori uso" vennero altre 3.550 lire; £. 1.500 furono ricavate "per ardesie rivendute a Cosio".
Il resto della chiesa, salvi presbiterio e abside, fu demolito e il materiale derivato servì a fare la ripiena dell' attuale sagrato.

Alcuni anziani dicevano che quando si trattò di demolire la vecchia chiesa, forse temendo altri cavilli che avrebbero coinvolto l'Arciprete, quest'ultimo fu "mandato" qualche giorno in ferie nella sua Livigno e don Natale Fontana diede l'ordine espresso di demolizione.
I vecchi raccontavano che furono recitate le preghiere previste dal Rituale Romano e poi, in un silenzio di tomba, si iniziò la demolizione. Con la vetusta ed insigne chiesa scomparivano alcuni secoli di storia di Talamona; per tutti i presenti la chiesa rappresentava il luogo di vicende personali legate alla vita: il battesimo, il matrimonio e il funerale dei propri cari.

La facciata con i ponteggi durante i lavori.
La facciata con i ponteggi durante i lavori.

 

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